Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne. (Kant)

È ottobre e comincio a sognare un capodanno sulla neve. Guardo il calendario e con pochi giorni di ferie si riesce a fare una settimanina. Il ricordo delle settimane bianche! Quanto tempo! Basta, ho deciso, devo convincere qualche amico per un capodanno sciistico.

Tutti mi dicono che sono incerti, magari si riesca a fare qualche viaggio…io mi faccio tentare, ma nessuna offerta di voli/destinazioni mi incanta. Rimango della mia idea, quest’anno neve!

Mando valanghe di mail, per trovare la sistemazione giusta, il buon compromesso di luogo/piste da sci/dintorni. Nel frattempo convinco Cecilia, la mia compare dei capodanni da 4 anni a questa parte e lei mi lascia carta bianca.

La scelta è presto fatta: la val di Fassa ci aspetta. Siamo in 2 con una casa per 5 da riempire. Devo raccattar su altra gente, che si possa amalgamare bene e così…giorno dopo giorno…la casa è al completo: io, Cecilia, Adel, Barbara e Francesca.

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Il 26 si parte con destinazione Soraga. Spesa fatta, macchine cariche. Il viaggio è abbastanza avventuroso; una tempesta di neve rallenta la nostra andatura e arriviamo alla casetta della famiglia Brunel (Casa Enrosadira) per le 18, sotto una nevicata pesantissima.

Assegnazione dei posti letto, cena tutti insieme a base di trofie al pesto (tipiche trentine…ahah) e decidiamo come organizzare le giornate dei giorni successivi.

Sveglia alle 7.30 e…sorpresa…non c’è il “cagacavolo” del gruppo che rallenta o è ritardatario. Siamo organizzatissimi e alle 9 siamo già coin lo skipass fatto e pronte a salire sullo skibus per l’Alpe Lusia. Splendida prima giornata! Sole, sole, sole. Nessun invasato dello sci/snowboard e quindi ognuno va alla sua andatura, ma senza farsi rallentare troppo dagli altri. Adel e Cecilia fanno a gara di cadute, il bilancio a fine giornata sarà 5 a 4 per Adel.

Pranzo abbondante al rifugio (Rifugio Lusia) dove rimaniamo soddisfatti del pranzo, ma basiti dalla richiesta di 1€ per un piatto vuoto. Qualche altra pista nel pomeriggio e poi rientriamo con il bus, il tempo di lasciar giù l’attrezzatura a Soraga e riprendiamo l’auto per un giretto a Moena, il paesello più bellino e caratteristico dei dintorni. Qualche fotografia e poi spritz e birra in un bar del centro. La sera passa via liscia e il mattino dopo ci avrebbe raggiunto Pietro, per una giornata insieme sulla neve.

Il 28 cambiamo località e ce ne andiamo in alta Val di Fassa: parcheggiamo a Campitello e saliamo con la funivia, per goderci le discese che vanno dal passo Sella al passo Pordoi. Altra giornata splendida. Pranzo al rifugio sul passo Pordoi (Risotrante Maria, con cicchetto finale offerto) e poi ci lasciamo conquistare dal sole e dalla voglia di ammirare il paesaggio e saliamo su, su, su in cima con la funivia e arriviamo sulla terrazza a 3000m, da cui dominiamo le montagne circostanti. Che spettacolo!

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Torniamo verso Campitello, questa sera ci aspetta la cena in rifugio con salita in motoslitta e discesa in slittino. Purtroppo abbiamo dovuto scegliere un ritstorantino non troppo immerso nelle montagne, tutti gli altri erano già completi. Arriviamo alla baita “Al Crocifisso” per le 20.15 e devo dire che il cibo non ci ha pienamente soddisfatti…personalmente il dolce era molto buono (e ipercalorico), ma il resto niente di che. Beviamo un po’ di vino, un po’ di birra e siamo pronti per la discesa in slittino al buio nel bosco. La sola luce è quella della luna e delle stelle. 5 minuti di ritorno all’infanzia, arrivati alla fine avremmo voluto rifarlo ancora e ancora, ma purtroppo i nostri quasi 30 anni si fanno sentire e non ci resta che tornare a casa.

Comincia a nevischiare e il meteo del 29 non è troppo buono. Ci addormentiamo e decidiamo di rimandare al mattino successivo il dafarsi. La sveglia è sempre alle 7.30, ma le nubi basse incombono, rimaniamo un’oretta in più a letto e poi chiamiamo l’ufficio turistico. Le notizie sono buone, la visibilità non è eccellente, ma in quota non nevica e le piste sono aperte.

Io e Barbara oggi ci diamo allo snowboard e torniamo sull’Alpe Lusia. Effettivamente la visibilità non è il massimo, ma a sprazzi la giornata regala anche qualche raggio di sole. Non ci facciamo mancare il pranzo al rifugio (Baita El Zirmo) e dopo le discese del pomeriggio ci rimettiamo in auto. Pietro torna a Milano, noi facciamo un giretto (non soddisfacente) a Pozza di Fassa. Il paese di per sé non è brutto, ma il fatto che la strada principale sia molto trafficata rovina tutto. Neanche fossimo vista autostrada, l’odore di smog è predominante. Niente, ce ne torniamo a casa senza aperitivo…ci accontentiamo di quello fatto in casa, prima della cena a base di affettati e formaggio di tipici. Andiamo a letto presto, il giorno dopo il meteo è dalla nostra parte e ci aspetta il Sella Ronda.

Sveglia presto, auto cariche. Arriviamo fino a Canazei e prendiamo la cabinovia per salire al Belvedere. La giornata sarà lunga, già lo sappiamo, e decidiamo di fare il Sella Ronda in senso antiorario…scelta fortunata, a meta mattina scopriamo che il giro nell’altro senso è stato chiuso per un problema ad un impianto.

Arriviamo a Porta Vescovo e io tento Barbara e Adel con la pista nera. Piccola deviazione che ci sarebbe costata una mezz’oretta, ma che per me ne valeva la pena. Francesca e Cecilia ci aspettano all’arrivo, noi tre prendiamo la funvia e saliamo in cima, lì…l’inspiegabile…ci perdiamo! Io e Adel non vediamo Barbara, Barbara non vede noi e quindi…io e Adel arriviamo a valle urlando “Houston abbiamo un problema, Barbara non sappiamo dove sia”. Arriva poco dopo. Rimane il mistero di dove ci siamo divisi, ma ricominciamo il giro ufficiale. Critichiamo un po’ gli impianti di risalita un po’ scarsi per la quantità di persone presenti e che fan si che si creino intasamenti notevoli.

Superiamo il Passo Campolongo. Il sole splende, ma la temperatura è bella fredda. I panorami che però vediamo valgono la fatica (che poi è relativa, dato che spesso si sta sulle seggiovie). Le valli si susseguono: la Val Badia con Corvara e Colfosco, la Val Gardena (lì, l’altra mia pista del cuore, ma siamo in ritardo e non propongo deviazioni) con Selva e Plan de Gralba. Arriviamo sul Passo Sella e…davanti a noi una fila interminabile alla seggiovia…sono le 14…decidiamo di concederci un paninazzo: hamburger, patatine e alette di pollo da condividere.

Quasi 1h di coda per salire sull’impianto, poi freddo, freddo , freddo a fenderci la faccia. Una discesina, altra seggiovia e poi dritti fino a Canazei…in teoria. In pratica la pista per arrivare in paese è chiusa, per cui siamo in ritardissimo! Ancora due impianti da prendere e siamo quasi alla chiusura degli impianti! Fortuna che non siamo gli unici e infatti ci facciamo l’ultima discesa in compagnia di parecchia altra gente, prima id prendere la cabinovia e toglierci gli scarponi.

Vista la moltitudine di auto in coda per rientrare verso Soraga, lasciamo l’attrezzatura in auto e andiamo a farci una birretta post-sciata nel centro storico di Canazei. Un po’ di relax per concludere la giornata.

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Il giorno dopo è il 31, Francesca ci saluta per raggiungere la Romagna. Noi facciamo una rapida spesa per la cena e poi decidiamo di andare verso Falcade e il Passo San Pellegrino, dove alla sera ci sarebbe stata anche una fiaccolata.

Giornata splendida che io e Cecilia decidiamo di dedicare un po’ al riposo. Qualche sciata e poi Barbara e Adel proseguono, io e Cecilia ci mettiamo a chiacchierare e prendere il sole al rifugio Gigio Picol. Gli altri ci raggiungono per il pranzo, il miglior pranzo della settimana!

Altre sciate, altro stop per gustare sole e cioccolata. Attendiamo la fiaccolata, che però si rivela non un granché. Ce ne andiamo a casa infreddoliti, ma… con la cena che ci aspetta!

Cena abbondante, senza esagerazioni e senza sfarzi (come ci fa notare scherzosamente Barbara) e finiti i dolci, ci prepariamo per la serata. Si va a festeggiare l’arrivo del 2014 in piazza  a Moena.

Il 2013 ci saluta, lascia spazio al 2014. 365 nuovi giorni da riempire, nella speranza che i giorni sereni e spensierati siano sempre di più di quelli dell’anno prima.

 

 

 

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