Viaggio d’aprile: Palermo.

In maniera un po’ casuale scelgo la destinazione di questo mese. Avevo un buono per spendere una notte da qualche parte, sfoglia che ti risfoglia, dal catalogo pesco Palermo! Una rapida occhiata ai prezzi dei voli e…presto, fatto…si prenota.
Penso a chi potrebbe essere interessato a venire con me (la prenotazione nel b&b era per due) ed Elisa si offre volontaria. A Palermo c’è il suo amico Marco ed è l’occasione per andarlo a salutare

Pronti via, il sabato mattina si parte da Bergamo. Sole splendente. Si decolla.
Arriviamo a Punta Raisi con un tempo novembrino. Uffa, neanche a farlo apposta, abbiamo beccato non certo il migliore dei weekend. Noi, che sognavamo 36h con il profumo del mare, ci ritroviamo con il profumo della pioggia.
Pazienza.
Marco ci viene a prendere all’aeroporto e prima di arrivare a Palermo ci porta a vedere la spiaggia di Mondello. Nonostante il cielo minacci pioggia, il panorama è comunque bello. Voglio fare una foto, scendiamo, Elisa e Marco si fermano sul lungomare, io mi dirigo verso la riva…3…2…1…acqua a catinelle! Di corsa tutti in macchina, direzione città.

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Sotto l’acqua, la fame comincia a farsi sentire e Marco ci porta al Bar Alba, uno dei bar più famosi della città in cui gustiamo delle gustosissime arancinE (qui, sono femmine!), panzerotti, gelati, dolci,…e vediamo pure Pippo Baudo, il Pippo nazionale! Sorridiamo per la casualità e continuiamo a magnà!

Sotto l’acqua, recuperiamo qualche ombrello da casa di Marco e decidiamo di andare al nostro b&b per lasciare giù le valigie. Inseriamo la via nel navigatore e e Marco ci prende in giro: è una via dietro alla stazione (già lo sapevo), nel quartiere della cittadella universitaria (questo no). Insomma, non certo la zona più “in” della città. Arriviamo nella via e cominciamo a ridere, del b&b non c’è traccia. Rifacciamo il giro e…eccolo! Una piccola porticina con l’insegna scritta a mano su quattro piastrelle: “Al Galileo siciliano”. Suoniamo, apriamo la porta e tutto cambia. Un b&b molto, molto carino. Ristrutturato e accogliente, con camere spaziosissime. Il tempo di registrare i documenti e ci ridirigiamo verso il centro.

Marco decide di portarci al “Mercato del Capo”.
Sotto l’acqua, parcheggiamo la macchina e iniziamo a camminare. Ci facciamo largo tra le bancarelle di pesce, spezie, frutta e verdura. Per poi passare ad altre viuzze, con tessuti, abiti, oggettistica varia. Il teatro Politeama, il teatro Massimo, via Libertà.

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Sotto l’acqua, arrivano le 18, io ed Elisa siamo sveglie dalle 6. Siamo tutti bagnati come pulcini. Ci serve un po’ di riposo e una sana doccia calda. Torniamo al b&b e diamo appuntamento a Marco per le 20.30.

Finalmente non piove più. Sono le 21 e Marco ci porta a mangaire una buona pizza da Mudù per poi spostarci in un locale poco distante, “Bacco e carpaccio”. Lì ci aspetta una coppia di amici di Marco e nel locale una band suona dal vivo. Il lcoale è parecchio pieno e quindi restiamo in piedi a chiacchierare piacevolmente. Dentro, perché fuori nel frattempo ha ricominciato a piovere (seppur a sprazzi e in meniera meno intensa).
Altri amici di Marco sono in da un’altra parte, ma sì, raggiungiamo anche loro! Rimaniamo pochino, sono le 2, siamo stanche e soprattutto vorremmo goderci la domenica: il meteo sembra nettamente migliore!

Domenica mattina. Il sole! I pantaloncini corti mi vengono vietati, ma quanto meno posso usare gli occhiali da sole!
Visita al Palazzo dei Normanni, che spettacolo. L’oro della Cappella Palatina brilla, i mosaici e i dipinti sono da ammirare. Il loggiato, le sale del palazzo…
Usciti da lì, ci dirigiamo verso la Cattedrale, prima di rislaire in auto. Direzione: San Martino delle Scale e Monreale.

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Un buon pranzo alla Forneria Messina è quello che ci vuole. Sfincione rosso e sfincione bianco, affettati, formaggi e un bel piatto di carne. Con la pancia piena e il sole che ci tiene compagnia, andiamo a visitare la Cattedrale di Monreale. Il portico esterno ci conduce nella Basilica. I mosaici, l’oro dei dipinti, l’organo a canne.

Si torna in città, per ammirarla con il sole.
Via Maqueda, Piazza Vigliena e i Quattro Canti, la Chiesa della Magione e il suo chiostro. Il lungo mare del Foro Italico, rimesso a nuovo di recente, con aquiloni in cielo. Via Cala con le barche a vela.
La pioggia è affascinante, ma non permette a Palermo di vivere della propria luce. Oggi sembra quasi un’altra città.

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Una coca-cola per rinfrescarci, prima di arrivare in piazza San Domenico e salire sulla terrazza della Rinascente. Il sole sta per tramontare e quindi ci tocca ritornare verso l’auto.

La giornata è quasi finita e il volo per tornare su al nord ci aspetta. Passiamo a salutare altri amici di Elisa, proprio pirma di andare verso l’aeroporto. Ci offrono di salire per mangiare un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, ma l’aereo ci aspetta.

Abbracciamo Marco e il suo sorriso, con la promessa di tornare per qualche giorno in più in questa magnifica città millenaria. Per un sano relax tra spiaggia, mare, monumenti e cibi di strada. Con il sole, questa volta.

 

 

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2 thoughts on “Viaggio d’aprile: Palermo.

  1. Che bella Palermo! Avete avuto un po’ di sfortuna con l’acqua, ma la meritava tutta! Io ci sono stata d’estate, e ci tornerei altre 1000 volte 🙂

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