Quanto sono corti i letti nel Nord-Pas de Calais?!

E’ il weekend di Ferragosto. Quest’anno l’estate non è stata benevola con l’Italia, ma per gli italiani il Ferragosto si associa sempre a anguria, spaiggia, mare, vacanzaaaa.
Io, italiana nel mio piccolo Lussemburgo, sono senza ferie e quindi questo weekend casca a fagiolo! 3 giorni pieni di non-far-niente (o quasi).
Come sempre prima di scegliere seleziono i dintorni. GoogleMaps alla mano guardo un po’ a est, ma Berlino è troppo lontana; un po’ a sud, ma alla fine a sud ci si va quando si rientra in Italia e quindi è quasi sempre a disposizione; un po’ a ovest, ma gli amici pargini sono in vacanza altrove. Rimane il nord…mmm…e se andassi nel Nord-Pas de Calais?!
E’ una regione un po’ bistrattata da tutti i francesi e vai a capire perché…vabbuò, non è che racchiuda chissà quali posti da rimanere senza fiato, ma non è poi così male (naturalisticamente parlando). In ogni modo, decido di andare tra gli Ch’tis, così si chiamano gli abitanti di questa regione. Magari avete visto il film “Benvenuti al Sud”, con Claudio Bisio. Ecco, quello si rifà a “Bienvenue chez le Ch’tis”, in italiano tradotto “Benvenuti al Nord”. Paragoni e luoghi comuni alla mano, potete quindi ben capire che idea hanno i francesi di quella regione, eheh.

Decido di andare e decido l’itinerario, prenoto gli alloggi e…poi parlo con Marco, un amico italiano conosciuto qui in Lussemburgo. Una persona con cui c’è feeling e con cui mi sento di poter passare qualche giorno, io, animo da viaggiatrice solitaria da qualche anno a questa parte. Lo convinco senza troppe difficoltà, proponendogli anche di andare là per provare lo char-à-voile (cos’è lo scoprirete tra qualche riga). Un compagno di viaggio eccellente: oltre a non aver obbiettato nulla riguardo all’itinerario, si è pure offerto di guidare. Cosa avrei potuto voler di più?

Partiamo il giovedì sera, post lavoro. 300km abbondanti, fino a Turcoing, vicino a Lille. Chiacchieriamo, ascoltiamo musica, ci dedichiamo un pochino alle cose che ci avrebbero aspettato il giorno dopo. Arriviamo a Turcoing verso le 21.45. Saliamo in camera, lasciamo giù zaino e borsone e decidiamo di andare a Roubaix per mangiare qualcosa.
Pizzeria. Chiuso.
Kebab. Chiuso.
Brasserie. Chiuso.
Bene…non c’è un’anima in giro, se non quelle che mia nonna definirebbe “persone poco raccomandabili”. Troviamo a caso il centro, lasciamo l’auto e passeggiamo in questa cittadina (conosciuta da me solo per l’arrivo della celebre corsa ciclistica Parigi-Roubaix e forse è pure l’unica cosa che la rende famosa) in un silezio quasi tombale. Davanti a noi, un’insegna rossa: Quik, il McDonald’s belga. E’ aperto, non possiamo lasciarcelo sfuggire. Entriamo, ordiniamo e ci dicono che abbiamo 15 minuti per mangiare, perché poi avrebbe chiuso. Oh mizzega. Appena in tempo.
Mangiamo e torniamo in albergo. Lavatina di denti, pigiamino e sotto le coperte. Ehm…ma il letto è corto! Lo nota prima Marco, poi io. Ci ridiamo un po’ su, considerando che non siamo due giganti.

Il giorno dopo andiamo a Lille, la capitale del Nord. Il deserto pure lì. Io cerco di giustificare la cosa “è il 15 agosto, è presto”; non riesco a convincere troppo l’ing. Marco. Scherzi a parte, la città è veramente desolata. A un certo punto ci sorprende pure la pioggia e quindi decidiamo di entrare in una panetteria per far colazione.
Aspettiamo che spiova, rifacciamo un giretto nel centro: Il sole timidamente comincia a uscire e comincia anche ad esesrci qualcuno per le strade e le piazze. Woooow. Qualche foto e ritorniamo alla macchina.
P1020543
Direzione: Calais.
“Questo nome mi dice qualcosa” mi dice Marco. Io, guida alla mano, comincio a leggere. Secondo la guida è il secondo porto mondiale. Ora, né io, né Marco siamo grandi conoscitori degli scambi-merci navali, ma…o erano tutti in sciopero, o non ci è parso di vedere chissà quale via vai (1 nave mercantile e stop) e poi, conti alla mano, c’è sicuramente Rotterdam e…in tutta la Cina ci volete dire che non c’è un porto più grande di quello di Calais?! Insomma, questa cosa non ci convince. Di sicuro però si respira aria di mare.
Parcheggiamo e ci dirigiamo verso il centro e verso il porto. Il sole ci tiene compagnia, passeggiamo, scattiamo qualche foto. Io leggo la guida e scopriamo le curiosità dei vari edifici. Arriviamo al porto, vorremmo mangiare lì, ma i locali non ci attirano particolarmente. Ciò che propongono sono cozze, patatine, cozze, pesce non meglio identificato, patatine, cozze, patatine, cozze,…
Optiamo per due insalatone in una piazza lì vicino e poi ci rimettiamo in auto. Ci aspetta la costa che va da Calais a Boulogne-sur-Mer.

20km di strada tra la campagna, il mare lì di fianco che si fa largo tra i campi e le poche case. Arriviamo a Cap Blanc Nez.
Orde di turisti, macchine parcheggiate in ogni dove. Una camminata di meno di 100m e si arriva a picco sul mare. In lontananza si scorgono le scogliere di Dover, ah sì, ecco…dimenticavo, da Calais parte il tunnel sotto la Manica! Effettivamente l’Inghilterra è proprio lì. A leggere la guida ci saremmo dovuti trovare una scogliera di falesia bianca a picco sul mare. Ora, non che non ci sia, ma non è che la si veda proprio da vicino. Noi ci aspettavamo di poter andarci moooolto più vicino, in realtà si vede da lontanoooo. In ogni caso, approfittiamo lo stesso della vista e decidiamo insieme che altre fermate fare.
P1020572
Sempre affidandoci alla guida (quella, avevamo) ci fermiamo in un altro paesello: Wissant. La descrizione parlava di spiaggie da lasciare senza fiato. Ora, anche qui, ma che spiaggie ha visto chi ha scritto questa guida?! Non ci facciamo comunque prendere dalla delusione e quindi ci godiamo la passeggiata e una gauffre in riva agli scogli (dopo aver trovato un parcheggio con una botta di cu…ehm…fortuna pazzesca).

La prossima fermata è Cap Griz Nez. Qui la costa cambia orientazione: da una parte il mare senza il sole davanti a noi e con l’Inghilterra in lontananza, dall’altra il sole che in qualche ora sarebbe sprofondato nell’orizzonte per il suo tramonto quotidiano.

Qualche passeggiata per ammirare meglio la costa (e per invidiare la Signora che abita proprio lì, vista oceano, come nei migliori romanzi) e torniamo in auto per raggiungere il paese che ci avrebbe ospitato per la notte, Hucqueliers. Arrivo comunicato alla struttura: 20h.
Curva a destra, curva a sinistra, chiacchieriamo piacevolmente orientandoci senza gps ma con la sola piantina della guida e qualche stampata di GoogleMaps preparata da casa. Siamo a meno di 5km dalla struttura, ore 19.45, mi suona il telefono. “Madame Biffi?”…praticamente il signore voleva assicurarsi che stessimo per arrivare e una volta che io ho dato la nostra posizione, ci dice che in meno di 4 minuti saremmo arrivati. Sorridiamo per la precisione del tizio e alla fine arriviamo in questo posto tanto strano quanto bellino per rilassarsi.
E’ una villona e noi abbiamo un monolocale su due piani. Il signore (con delle briciole di pane sulla camicia…si vede che gli abbiamo interrotto la cena, eheh) ci fa fare il tour della struttura: sala della colazione, sala da lettura con camino, sala wifi, giardino, parcheggio, nostra stanza. Ci dice che l’indomani avremmo conosciuto la moglie, per la colazione e il saldo del conto. Per la cena ci suggerisce un paese lì vicino: Montreuil-sur-Mer.
A parte che il mare questo paese lo ha visto in non so quale era glaciale, devo dire che è molto carino. Ci mettiamo una ventina di minuti o più a scegliere dove cenare. Il processo decisionale di una fisica e di un ignegnere non è dei più rapidi (o semplicemente a nessuno dei due piace scegliere). Fatto sta che finiamo in un ristorante “di classe”. Un po’ più pretenzioso di quanto alla fine ci ha offerto, ma…la pancia era piena e il vinello Marco se l’è bevuto. Passeggiata serale al chiaro di luna e poi rientro in albergo.
Lavatina di denti, pigiamino e sotto le coperte. Ehm…ma pure qui il letto è corto!

Al risveglio il sole filtra dalla finestra. Evvaiiii! Io chiamo Monsieur Phillippe, stamattina ci aspetta il char-à-voile e devo accertarmi che sia possibile farlo. Ricevo la conferma, prendiamo zaino e borsone, paghiamo e ci mettiamo sulla strada. In breve tempo arriviamo a Camiers.
Dopo aver visto dove ci saremmo dovuti incontrare da lì a un’oretta, decidiamo di andare alla scoperta di una spiaggia un po’ più a nord: Hardelot. Qui, su tutta la Cote d’Opale, le maree sono padrone delle spiaggie. Il mare si vede quasi con il binocolo e la sabbia si estende per centinaia di metri. A suo modo è affasciante.
P1020618
Ci togliamo le scarpe e decidiamo di andare a pucciare i piedi nell’oceano. Cammina, cammina, ci siamo! Prendo in giro Marco, un po’ restio a causa dell’ipotetica temperatura dell’acqua e…ma…è calda. Cioè…il mare è un po’ zozzino, ma in realtà non è per nulla freddo. Non ce l’aspettavamo! Qualche foto di rito anche qui e poi di corsa in auto.
Andiamo a conoscere Philippe, tipico personaggio da spiaggia, che nella vita non avrebbe potuto far altro che un lavoro di mare: capello disordianto volutamente con gel, occhiale da sole, abbronzatura perenne, pile (la temperatura non è proprio da tropici), costume e infradito. Ci presentiamo, due frasi di circostanza e poi ci dice che il vento non è molto per cui avremmo dovuto ritardare la seduta…ah…già…vi devo dire cos’è il char-a-voile! Tradotto in “carretto a vela” è un triciclo senza pedali e con una grossa vela. Il vento soffia e la vela ti porta in giro, con i piedi lo si guida e con le mani si tiene a bada la vela.
P1020608
Ci spalmiamo sulla spiaggia (con la felpa) e ci rilassiamo un pochino. Alla fine indossiamo il casco e andiamo sul carretto! Io ci rinuncio dopo un’oretta a causa del ginocchio che faceva i capricci e prendo il sole (con k-way), Marco fa avanti e indietro per la spiaggia chilometrica per un’altra ora abbondante. Di ritorno era contento e divertito, un po’ dispiaciuto che io non abbia potuto approfittare del vento della seconda parte, ma, con la gentilezza che lo contraddistingue, mi ringrazia sinceramente per averglielo fatto provare. Io…sono contenta per lui.

Ridendo e scherzando sono le 15h e la nostra pancia è vuota. Ci dirigiamo a sud, verso Berck che la nostra guida definisce “piccolo villaggio di pescatori, popolare e non modaiolo come la vicina Touquet”. Oh-Santo-Cielo quanta gente c’è?! Giriamo almeno 20minuti per trovar parcheggio, poi la pazienza finisce. Ci spostiamo, andiamo in una zona più “portuale e camperistica” e lì per grazia divina troviamo un posto. Scendiamo, acquistiamo due porzioni abbondanti di patatine fritte (sono ormai le 16h30 passate) e le mangiamo un po’ di corsa osservando il mare.

105km per arrivare al nostro prossimo alloggio e ci dobbiamo arrivare prima delle 19h. Una strada noiosetta che non finisce mai. Mamma mia. La stanchezza del sole comincia a farsi sentire. Per fortuna le indicazioni di Lens cominciano a vedersi e quindi ci riattiviamo: destra, sinistra, guarda la strada di qui, guarda di là. Arrivati! La signora ci accoglie con il bimbo in braccio, ci fa vedere l’appartementino, ci propone la colazione marocchina per il giorno dopo (che rifiutiamo), ci propone il parcheggio a pagamento privato (che rifiutiamo), saldiamo il conto e la salutiamo.
Per la cena andiamo in centro. Leggiucchiamo sulla guida cosa offre la città e siamo un po’ spaesati. Sembra non esserci un centro vero e proprio. Sembrano esserci diversi quartieri che si stanno “sviluppando” e scopriamo soprattutto che questa città ospita la succursale del Louvre. La Francia ha deciso di puntare molto su questa regione e su questa città, con un processo di rinnovazione e investimento, fino ad aprire questo museo nel 2012 ocn oltre 200 opere provenienti dal celebre museo parigino.
Museo o no, anche questa città è semideserta. Ci affidiamo a un ristorante elencato sulla guida e sperimentiamo un ottimo pollo con salsine piccanti, verdure crude (e non le solite patate) e birra a condir tutto. L’unico inconveniente: si mangia con le mani. A Marco l’idea non andava troppo a genio, ma a poco a poco è riuscito a gustarsi a fondo il piannot e a ripulire il pollettino ber bene. Concludiamo con un dolcetto e con una signora un po’ fuori di testa che ci attacca bottone e ci racconta del suo b&b da pubblicizzare.

Ritorniamo nell’appartamento. Lavatina di denti, pigiamino e sotto le coperte. Non c’è due senza tre, il letto è corto! Sia io, sia Marco non sempre dormiamo con la testa sul cuscino, per cui è facile che i piedi quasi escano. Eheh. Va beh, sarà anche questo un ricordo di questo weekend.Il giorno dopo è l’ultimo e il tempo non è troppo bello. Andiamo ad Arras, passeggiamo un po’ per la città (deserta, ma ormai ci abbiamo quasi fatto l’abitudine) e decidiamo di attendere le 11h per un brunch da fare in un ristorante suggerito dalla guida. Bene, ovviamente il ristorante non fa più il brunch. Mannaggia. Prendiamo un croissant e un panino da dividere per il viaggio e decidiamo di rientrare in Lussemburgo.
P1020650
Dopo un saaaaacco di strada tra le campagne, arriviamo ad Arlon e poi in Lussemburgo.

Ringrazio Marco per i piacevoli giorni insieme e per avermi fatto da autista in questa gitarella fuori porta. Spero ce ne possano essere altre, per scoprire insieme altri piccoli pezzi di mondo….e alla fine, seppur non partirei mai dall’Italia per vederla, questa regione non è così male. Se si beccano belle giornate, la si apprezza ancora di più, per cui alla fine sono stata contenta della scelta fatta e di aver avuto l’opportunità di conoscere meglio una bella persona, rimirando paesaggi campagnoli e respirando aria di mare.

Ah…una precisazione…avevamo la guida Rutard della regione.
“Cara Routard, sei sempre cara e bellina, ma devo dire che qui si è visto lo zampino del essere campanilisti. Potevi risparmiarti un centinaio di pagine, diciamocelo. Sempre tua affezionata, Margherita”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...