USA vol.2.1 – Madre Natura, cosa ci hai regalato!

Qui parlavo delle città, ma se mi si dice “Stati Uniti” e io penso subito alla natura: i parchi nazionali (NP), i “monuments” nazionali (NM), i parchi statali (SP) e tutte quelle cose che Madre Natura ci ha regalato e che gli Statunitensi sanno curare ed esaltare nei migliori dei modi, che cosa magnifica. Eccomi quindi qui a fare la lista della categoria…

…per la categoria “Miglior paesaggio statunitense”… (si ringrazia Mr. Google per le immagini)
[arrivata al punto 20 mi sono resa conto che erano tantissimissimi quelli che dovevo ancora elencare e quindi questi sono solo i primi 20, ecco svelato il “.1” del titolo]

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 1- Rocky Mountains (NP): è una “banale” pineta a “soli” 3000 m (mediamente) e di “soli” 650 km quadrati. Devo aggiungere altro?

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2- Arches (NP): la prima terra rossa vista (al di fuori dei campi da tennis). Passeggiare tra questi archi di pietra è suggestivo e incredibile, ci si chiede come siano lì e ci si scopre curiosi come bambini.

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3- Dead Horse Point (SP): qui il fiume Colorado ha scavato nella roccia e ha creato un ferro di cavallo. Lo si ammira dall’alto e il fiume è lì sotto, a 600 m da voi.

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4- Canyonlands (NP): il fiume Colorado lo divide in tre aree completamente diverse tra loro: Island in the Sky, Needles e Maze. Tre al prezzo di uno, meglio di così?

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5- Monument Valley: OMG come direbbero gli ammmmericani. Qui qualsiasi domanda uno si ponga sul percome di cotanta bellezza cade. È spettacolare, non ci sono parole per descriverla. Se riuscite a prenotare al Goulding Lodge potete anche ammirare l’alba.

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6- Grand Canyon (NP): Va beh…è il Grand Canyon, devo aggiungere altro? Godetevelo al tramonto e resterete (per l’ennesima volta) senza fiato. North Rim (diciamo per chi arriva da Denver) è il lato “meno” conosciuto e “meno” visitato, anche perché non è aperto tutto l’anno. South Rim (per chi arriva da Las Vegas) è invece il Grand Canyon più conosciuto e che spesso viene ritratto nelle fotografie.

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7- Brice Canyon (NP): avete presente quando si è bambini, si è sulla spiaggia, si prende la sabbia bagnata in una mano e la si lascia cadere a poco a poco (come una cacchina, sì, non ditemi che non l’avete mai fatto)? Ecco questo è quello che a me ricordano gli hoodoos che creano questo canyon, sono come pinnacoli creati dall’erosione della roccia e creano un gioco di colori veramente magnifico.

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8- Zion (NP): qui il verde dei boschi si fonde con il rosso del canyon. Forse uno dei parchi in cui il passeggiare tra i sentieri merita più che in altri, per poterne apprezzare veramente la bellezza.

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9- Death Valley (NP): la prima volta che ci sono stata era chiusa in parte a causa di un’alluvione pazzeca (e per la cronaca, era il 15 agosto). Assurdo, è un posto veramente assurdo. Caldo, senza ombre, secco secchissimo, ma con dei colori straordinari. Ecco, controllate bene il sito internet e informatevi più che in altri parchi presso il visitor center, ah…e abbiate benzina nel serbatoio!

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10- Yosemite (NP): magnifico. I passi montani, le pareti di granito, le cascate, le sequoie. Sono quasi 2000km quadrati, per cui prendetevi il vostro tempo.

11- Grand Teton (NP): quasi troppo semplice, rispetto agli altri, ma sicuramente un bel parco in cui fare passeggiate

12- Yellowstone (NP): ok è un po’ lontano, ma è più grande dell’Umbria. Sì, avete letto bene! Non lo si può descrivere in due righe…i geyser, le distese di prati, i canyon, il lago, i bisonti che vi attraversano la strada e creano code. Almeno due giorni dovete dedicarglieli.

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13- North Cascades (NP) questo è proprio un parco alpino, con i suoi 300 e più ghiacciai sempre lì, sopra le vostre teste.

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14- Olympic (NP): anche questo sembra quasi banale, ma se lo si incontra per la strada, perché non fermarsi per un pic-nic?

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15- Shenandoah (NP): 120 km di strada in mezzo ai boschi e con viste stupefacenti su di essi. La nebbia (se non eccessiva) aggiunge un tocco magico e in autunno dev’essere ancora più bello.

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16- Cape Cod: non è un parco, è una penisola vicino a Boston. La spiaggia bianca, un po’ di figlie dei fiori di ogni generazione e la forza dell’Oceano che si infrange sui fari.

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17- Big Bend (NP): questo è il parco dove io immagino gli indiani e i cow boy…o quanto meno lo sceriffo a cavallo. È in Texas, forse è anche per quello.

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18- Guadalupe Mountains (NP): è la catena montuosa del Texas e la montagna di El Capitan si staglia lì, in mezzo a questo parco.

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19- White Sands (NM): il parco che mi è rimasto nel cuore escludendo i parchi più noti e conosciuti. Distese di sabbia bianche, distese di dune color avorio. Qualche piantina, qui e lì, ma niente di più. Un manto bianco che sa di neve, ma non lo è. Stupendo.

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20- Saguaro (NP): è il parco dei cactus. I cactus graaandi che ci sono nei cartoni di BeepBeep e Willy il coyote. Immaginate un bosco di abeti, poi immaginate il classico cactus alto con due braccia. Sovrapponete le immagini e avrete la distesa di cactus di Saguaro.

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USA vol.1 – per la categoria “Miglior città”…

Quando qualche settimana fa ho pensato di raccontare viaggi passati, l’ho fatto pensando agli Stati Uniti d’America. Un evergreen, che non passerà mai di moda.

Di viaggi negli USA ne ho fatti 5, grossomodo un mese a girovagare per ogni viaggio. Devo contare gli Stati in cui sono stata? Mmm…arrotondiamo per difetto a una trentina. In alcuni mi sono fermata, altri li ho solo attraversati (e per alcuni è più che sufficiente, eheh).

Fare un racconto unico sarebbe lungo e noioso e mi ci perderei pure io…quindi…dividerò tutto in “categorie”, un po’ come si fa per gli Oscar. Una top-quanti-ne-ho-voglia di posti, colorata dai miei ricordi e dalle cose che mi sono rimaste nel cuore.
Il primo elenco lo dedicherò alle città.

…Per la categoria “Miglior città”…

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1- Chicago, indiscutibilmente la mia città preferita. Mi direte che d’inverno si gela. Pazienza, io l’ho vista in estate ed è stato subito amore. Ogni palazzo ha un suo perché, dal bar in cima al John Hancock Center ci si gode tuttà la città, pasteggiando e bevendo. Il lago sembra un mare, il fiume “ripulito” ad hoc, il Millennium Park.

2- Seattle: il “Needle” (su, fanciulle, non fate finta di non vedere Grey’s Anatomy, questo edificio lo si vede in ogni ripresa della città) e soprattutto il suo Pike Place Market. Queste sono le fotografie che ho nella mia mente di questa città

3- Washington. La Capitale, forse non ci sarebbe altro da aggiungere. E’ una città completamente diversa dalle altre, i palazzi sono “bassi”, la Casa Bianca è imponente. Il Washington Monument, il Lincoln Memorial, il Vietnam Veterans Memorial, l’Arlington National Cemetery…insomma…la storia degli USA è lì. Il National Air and Space Museum, per me, una chicca.

4- Philadelphia, Philly per gli amici. Forse una delle prove delle capacità degli americani a far di un “nulla” un capolavoro. Sinceramente, non c’è molto da vedere, ma lì c’è la Liberty Bell, la campana simbolo della rivoluzione americana e della dichiarazione di indipendenza del 1776. E’ una campana, niente più, ma per vederla farete una luuuunga fila.

5- Boston è per me una delle città più europee. Nonostante i suoi palazzi alti e imponenti, i sobborghi mi hanno ricordato un po’ l’Inghilterra. Non ha nulla di speciale, ma mi piace…sarà forse anche per il fascino del MIT e di Harvard. Il Museum of Science è assolutamente da vedere! Prima o poi ci tornerò, in autunno, per ammirarne i dintorni.

6- New York City, vado contro corrente, lo so, ma NYC non è la mia città. Che poi…tutti parlano di New York, ma spesso ci si riferisce a Manhattan, non alla città intera. Manhattan e dintorni sono da vedere almeno una volta nella vita, su questo sono d’accordo. Manhattan è maestosa. Gli edifici: spettacolari. I musei: straordinari. Central Park: una meraviglia in cui neanche senti il rumore del resto della città. I ponti: grandigrandissimi e belli. Addirittura le “strade” di questo quartiere sono conosciute in tutto il mondo. Ma…e qui per me casca l’asino…il ricordo più grande che ho della Grande Mela è che cammiando per le strade non vedi il cielo. E’ tutto “troppo”. Per vedere il cielo devi guardare in su, se guardi l’orizzonte vedi solo oggetti. E’ una città che mi opprime, io poi ci sono stata d’estate e l’odore (la puzza) che si sente per le strade è strano: smog, misto a hot dog, con l’aggiunta dei tombini fumanti; ti entra nelle narici e non se ne va. Un suggerimento: prendete il traghetto che va a Staten Island, è gratuito e potrete vedere (da lontano) Ellis Island e la Statua della Libertà, ma, soprattutto, arrivati a Staten Island non scendete e tornate indietro…potrete ammirare lo skyline di New York in maniera superlativa!

7- Salt Lake City. Penso a questa città e sorrido. Questa città è una follia, dovuta alla maggior religione presente lì e in tutto lo stato dello Utah: i mormoni (lungi da me dal fare propaganda religiosa, ma andatevi a leggere la storia e capirete che un po’ strani lo sono). C’è un tempio al centro della città: candido, pulito, in mezzo a un bel parco, peccato che è inaccessibile. Sì, non ci si può entrare, nenache se sei mormone. Le porte si aprono solo in casi eccezionali e solo con una raccomandazione speciale di non so che esponente della chiesa mormona. Lì di fianco un centro commerciale (uno dei “mall” che gli americani tanto amano), si entra ed è vuoto. Negozi di “abiti bianchi” si susseguono e poco altro. In città c’è silenzio, interrotto da cinguettii riprodotti meccanicamente per segnalare i semafori pedonali. L’atmosfera è bizzarra, non so come definirla. Certo di buono c’è che si vedono le montagne (non a caso ci han fatto pure delle Olimpiadi invernali) e, soprattutto, è vicina a Yellowstone.

8- Denver, mi piace, senza un particolare motivo. Sarà la vicinanza con le montagne di Aspen o il parco delle Rocky Montains, ma mi ha sempre fatto piacere atterrare lì e viverci qualche ora

9- San Francisco, la mia seconda città preferita. Pure qui il tempo non è un granché, ma anche questo la rende affascinante. Cosa sarebbe il Golden Gate senza quella nuvoletta sempre presente? Andateci e godetevi tutto: le strade che fanno su e giù, le “sette sorelle”, il Golden Gate, la gita a Sausalito, il cable car, Lombard Street, i leoni marini al Pier, il Japanese Tea Garden,…andate poi con il bus fino a Twin Peaks e ammirate il panorama dall’alto!

10- Los Angeles, una città grande come l’Umbria. C’è tutto quello che è il sogno ammmmericano: spiagge con i bagnini alla Baywatch, le palme, i grattacieli, le colline, Hollywood, la Getty Villa, strade lunghe decine e decine di chilometri,… E’ una città che per me non può veramente piacere, ma di cui almeno una parte piace…e se uno mi dovesse chiedere la prima immagine che hai di LA qual è, risponderei senza dubbio l’autostrada a sei corsie (per senso di marcia) e svincoli a quattro piani.

11- San Diego, tenerina e bellina. Spesso la si vede dopo la gigantesca Los Angeles e quindi il suo lungo mare sembra una bomboniera.

12- Houston. Ne ricordo lo skyline pulito (aiutato forse dalla splendida giornata) e ovunque la stella del Texas

13- El Paso non sarebbe da annoverare tra le grandi città, ma ha una cosa a suo modo unica. Sul confine, ti giri, ci sono gli USA, ti rigiri c’è Juarez, il Messico, quello che ha gli USA lì a un passo e vive per cercare di diventare clandestino negli States. La differenza è tangibile e di notte sembra incredibile.

14- San Antonio, la vicinanza con il Messico la si sente anche qui, ma soprattutto per la sua storia e i suoi edifici. Alamo è “la” missione per eccellenza e il Paseo del Rio merita sia una passeggiata, sia un giretto sul battello.

15- Tucson, c’è poco da scrivere se non che lì, vicino vicino, c’è il Saguaro National Park

16- Portland, un’altra città europea. Qui mi ci trasferirei domani. Mi ha conquistata, anche lei senza un particolare motivo. L’ho trovata vivibile, calda, con quei monti in lontananza che mi piacciono sempre tanto. La sue piazzette con le begonie davano quell’accoglienza speciale e attenta, non facile da trovare nelle grandi città degli States.

17- Honolulu, se si va alle Hawaii non si può non passare da qui. Se durante il resto del viaggio alle Hawaii ci si può quasi dimenticare di essere negli USA, qui, tornano prepotentemente alla ribalta: stradone e grattacieli. Sono quasi simpatici, a due passi dal mare tropicale! Detto ciò se andate fino alle Hawaii, vi prego, non fermatevi solo ad Honolulu! Pearl Harbor è uno degli emblemi degli USA, lugo di importanza storica, che ha segnato la recente storia mondiale in maniera significativa. Concretamente c’è poco da vedere, ma è il modo in cui espongono il tutto che esalta il capitalismo americano. Il numero di turisti giapponesi sulle isole è elevatissimo, gli americani quindi presentano tutta la sede visitabile di Pearl Harbor lodando e incensando le bravure militari nipponiche. I giapponesi ne sono contenti e spendono 20$ per andare a leggere tutti i nomi dei morti durante l’attacco, presso l’Arizona Memorial. Poco senso logico, forse cinismo puro, ma…paga (figurativamente parlando e non).

18- Miami, posso dirlo? me lo concedete? è un’orrendezza! Con i suoi grattacieli a ridosso del mare, Miami beach ha il fascino della spiaggia e dei palazzi un po’ retrò, ma per il resto non c’è nulla di speciale, in più, visitandola in agosto, il caldo prende il sopravvento. Temperature elevate e umidità alle stelle, combo (non)perfetta. Certo nel mare ci si può fare il bagno (a Los Angeles si può, ma le onde sono sicuramente più imponenti), con l’unica accortezza che stiamo parlando di oceano, non di mare Adriatico

19- New Orleans, la premessa è che io l’ho vista post uragano Katrina, ma…è una città strana, con il fulcro nel “quartiere francese”. La stranezza non la fa l’architettura, ma l’atmosfera. E’ forse l’unica città degli Stati Uniti in cui per me era palpabile la paura, la possibile violenza. Tutto poi ora ruota intorno al disastro di Katrina, appena ci si sposta dal centro, ci sono distese di campi santi e i segni sulle abitazioni sono ancora ben visibili per scelta, un po’ per lo stesso cinismo-capitalista descritto prima per Pearl Harbor, un po’ “per non dimenticare”. Detto ciò quella città non aveva scampo: il mare da una parte, il Mississippi dall’altra e il lago Pontchartrain dall’altra ancora, non poteva che essere sommersa dall’acqua.

20- Orlando. A parte i parchi a tema per ogni età (vi assicuro che in alcuni l’età media è da geriatria e imperversano slot machine e tavoli per giocare a carte), per me è la città del Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Un’emozione, anche qui, senza età. Bambini affascinati dalle navicelle, adolescenti con il sogno dei film spaziali, adulti che hanno vissuto lo sbarco sulla luna. Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le emozioni, per tutti gli occhi.

21- Las Vegas, che città! Dispersa nel deserto, tutto ruota intorno allo “Strip”, la strada principale con gli hotel immensi, che ora si sono ampliati anche negli isolati vicini. I sobborghi sono quartieri dormitorio per chi lavora negli hotel e poi, il nulla. Questa città è un immenso parco giochi, peccato che ci sia gente che si rovina a furia di giocar d’azzardo. Il rapporto qualità/prezzo degli hotel è ridicolo…suite con marmi e vasche idromassaggio per 70$ a notte (i prezzi però salgono nei weekend), tanto, i ricavi arrivano dai casinò, grandi come campi da calcio. Ce n’é per ogni gusto: Venezia, Roma, Parigi, Egitto, Bellagio, cavalieri medievali, New York, leoni dell’MGM, pirati…chi più ne ha, più ne metta, nel vero e proprio senso della parola. Penso che il numero medio di camere per ogni hotel si aggiri intorno a 2500. La luce nei casinò non varia mai, così che non ci si renda conto del tempo che passa. La temperatura è da polaretto, per cui portatevi una felpina (che toglierete appena fuori, visto che di norma ci sono 40°C), il rischio cagarella è elevato. Non sognatevi di usare troppo la macchina, ma ricordatevi che Las Vegas è una delle poche città in cui il parcheggio negli hotel è gratuito (e vi lascio immaginare la grandezza dei parcheggi, ma tranquilli, ci sono i “valet” che parcheggiano per voi e vi riportano la macchina quando l’avrete bisogno). Cosa dire..a me non piace troppo, ma una volta nella vita va vista!

L’elenco in pillole è terminato! Adesso, per chi è arrivato fino in fondo ed è curioso, non resta altro che prendere la cartina degli Stati Uniti e vedere un po’ da quale città partire.
Prometto che seguira un racconto sui Grandi Parchi (altra meta imprescindibile per chi viaggia negli USA) e poi vi darò gli itinerari dei miei viaggi, non si sa mai che possiate prendere spunto…per ora però vi faccio aspettare!